Esiste uno spazio di confine in cui sogno e veglia non sono distinguibili. In LiminaL una donna sola vive in un circo abbandonato, universo obliquo che diventa sogno. E viceversa. Lo spettatore, immerso in un luogo astratto assiste ai rituali della solitudine, del volo, delle acrobazie di una circense in sogno.