ANTONIO CESTI CANTANTI, DRAMMATURGIA E MUSICA

Giovedì 29 e venerdi 30 ottobre due appuntamenti dedicati alla grande musica organizzati da Fondazione Guido d’Arezzo

Ad Arezzo, Alessandro Preziosi nel melologo contemporaneo “Orfeo” della compositrice Silvia Colasanti con Quartetto Eos e il convegno dedicato al celebre operista del ‘600 Antonio Cesti

Arezzo, 26 ottobre 2026 – Giovedì 29 e venerdi 30 ottobre ad Arezzo due appuntamenti dedicata alla grande musica organizzati da Fondazione Guido d’Arezzo: il celebre attore Alessandro Preziosi interpreterà il melologo contemporaneo “Orfeo” della compositrice Silvia Colasanti in esclusiva per il 7/o “Youth Music Festival” (30.10 alle ore 20 al Teatro Petrarca) mentre il celebre operista del ‘600 Antonio Cesti sarà protagonista del convegno a lui dedicato, tra lectio e presentazioni di libri con esperti internazionali, a cura del Centro Studi Guidoniani (29 e 30.10 tra la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo e la Casa del Petrarca).

Scendendo nel dettaglio del programma, la produzione site specific dell’Orfeo per il festival diretto da Giovanni Andrea Zanon propone una visione del tutto nuova del mito di Orfeo. Il carisma narrativo di Preziosi si intreccerà con il talento del pluripremiato Quartetto Eos, diretto dal brillante under 35 Enrico Pagano (vincitore del Premio Farulli). Un appuntamento straordinario in cui la grande letteratura classica incontra la drammaturgia contemporanea. In programma anche il Quartetto per archi n. 4 op. 18 di Beethoven. Formatosi nel 2016 presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma, il Quartetto Eos si è subito imposto all’attenzione del mondo musicale per la sua freschezza e profondità delle sue interpretazioni, vincendo nel 2018 il Premio Farulli assegnato dalla Critica Musicale Italiana nell’ambito del Premio Franco Abbiati. L’ensemble ha ottenuto importanti successi in concorsi internazionali, come il 1º premio all’Orpheus Chamber Music Competition di Winterthur nel 2020, Premio Speciale al 13° International String Quartet Competition Premio Paolo Borciani di Reggio Emilia, all’ International Chamber Music Competition Anton Rubinstein di Düsseldorf nel 2019 ed il Primo Premio al Concorso Amur Nuovi Talenti di Milano nel 2024. (Info e biglietti su Discover Arezzo e presso la biglietteria del teatro).

Giovedì 29 nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo (Piazza della Libertà 3) e venerdi 30 presso la Casa del Petrarca (via dell’Orto 28) si terrà il Convegno su Antonio Cesti del Centro Studi Guidoniani, dal titolo “Antonio Cesti. Cantanti, drammaturgia e musica”, a cura di Nicola Badolato, Cecilia Luzzi e Arnaldo Morelli, organizzato da Fondazione Guido d’Arezzo, con il patrocinio della Provincia di Arezzo e il contributo di DGBIC – Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali. Ad aprirlo, alle ore 15, i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura e presidente di Fondazione Guido d’Arezzo Natalie Dentini, a cui seguiranno quelli di Giulio Firpo, presidente dell’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo. La prolusione sarà affidata a Lorenzo Bianconi, al quale è dedicato il convegno, per oltre trent’anni docente di Drammaturgia musicale all’Università di Bologna (di cui è attualmente professore emerito), studioso di fama internazionale della storia dell’opera italiana, e in particolar modo di quella del Seicento, a cui ha dato contributi ancor oggi fondamentali.

Antonio Cesti (Arezzo, 1623 – Firenze, 1669) fu uno dei maggiori operisti del Seicento, rivestendo un ruolo di primo piano nel consolidare le convenzioni e lo stile del dramma per musica dopo circa mezzo secolo dalla nascita del genere. Le sue opere vennero rappresentate con successo nei principali teatri italiani, in città come Firenze, Roma e Venezia, e in quelli delle corti asburgiche di Innsbruck e Vienna. La fama del musicista e delle sue opere – fatto non comune all’epoca – perdurò oltre la sua morte; la sua Orontea godette di un successo eccezionale, continuando ad essere rappresentata nei principali teatri italiani per quasi vent’anni dopo la sua prima a Innsbruck nel 1656.

Il convegno del 29-30 ottobre 2026, a differenza dei precedenti tenuti ad Arezzo nel 2002 e nel 2023, focalizzerà l’attenzione sugli interpreti delle sue opere, in particolare sulle cantanti, non tralasciando questioni drammaturgiche legati ai loro ruoli. Al successo delle opere cestiane, infatti, contribuì in misura non marginale anche l’eccellenza dei cantanti, che in qualche caso furono determinanti per la loro circolazione. Fra questi, saranno oggetto di relazioni alcune famose virtuose romane come Caterina (Nina) Tomei, Antonia Coresi, Sivia Gailarti, Caterina Porri e Giulia Masotti, e alcuni celebri castrati come Giuseppe Maria Donati e Atto Melani. Di questi straordinari cantanti saranno discusse le qualità vocali e sceniche in rapporto ai ruoli interpretati, come pure le figure mecenatistiche che sostennero la loro carriera. Nel convegno trovano spazio anche alcune relazioni dedicate alla librettistica e ai librettisti, fra i quali spiccano le figure di un Giovanni Filippo Apolloni, altro illustre aretino, autore dei libretti di alcune opere di successo di Cesti, come La Dori e L’Argia, e Giovanni Andrea Moniglia, cui si deve quello della Semirami.

Nella giornata conclusiva, venerdì 30 alle ore 16.00 presso Casa del Petrarca, Arnaldo Morelli (Università dell’Aquila) e Andrea Garavaglia (Université de Fribourg) presenteranno i volumi Gloria e splendore delle scene secolari. Pietro Antonio Cesti nel IV centenario della nascita, a cura di Cecilia Luzzi e Lucia Navarrini (Accademia Petrarca – Edifir, 2025), Firenze, Edifir, 2025) e a seguire la monografia di Valeria Conti, “La Semirami” di Giovanni Andrea Moniglia e Antonio Cesti. Studio dell’opera, edizione dei libretti (Lucca, LIM, 2025).

Scendendo nel dettaglio del programma, nella sessione di giovedì 29, presieduta da Beth Glixon, studiosa statunitense del Seicento veneziano, nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, Andrea Garavaglia interverrà su carriera e reti del celebre soprano cestiano Giuseppe Maria Donati, mentre Brad Carlton Sisk dell’Università norvegese di Trondheim metterà a confronto due celebri cantanti cestiane quali Caterina Tomei e Antonia Coresi. A seguire, Valeria De Lucca, dell’Università di Southampton, presenterà nuove considerazioni sui musicisti della famiglia Melani e Maria Mancini Colonna mentre Davide Mingozzi del Conservatorio di Genova parlerà di Silvia Gailarti e Pietro Manni tra Cesti e il veneziano Francesco Cavalli.

La sessione mattutina di Venerdi 30 si aprirà alle ore 9.30 alla Casa del Petrarca (via dell’Orto 28), presieduta da Jonathan Glixon dell’Università del Kentucky, con gli interventi di Nicola Badolato dell’Università di Bologna sulla cantante Caterina Porri tra Cavalli e Cesti, di Arnaldo Morelli dell’Università dell’Aquila sugli anni di apprendistato di Giulia Masotti, virtuosa della principessa di Butera, di Robert Kendrick emerito dell’Università di Chicago su musiche devozionali di Cesti per la corte dell’imperatore Leopoldo I a Vienna e Valeria Conti del Conservatorio di Castelfranco Veneto con gli adattamenti e riscritture della Semirami ‘viennese’ di Cesti e Ziani. Chiusura nel pomeriggio con la presentazione dei volumi cestiani.

Per ulteriori informazioni: segreteria@fondazioneguidodarezzo.com; Tel 0575 377430

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