Museo Orodautore

IL MUSEO ORODAUTORE

MUSEO ORODAUTORE – Ad Arezzo il Palazzo di Fraternita ospiterà i locali espositivi della mostra permanente dedicata all’arte orafa del territorio

Un traguardo importante per la città di Arezzo che annuncia oggi ufficialmente la riapertura del Museo Orodautore nella rinomata sede del Palazzo di Fraternita, grazie alla collaborazione continua della Regione Toscana, che ha appositamente messo a disposizione la Collezione “Oro d’Autore” di sua proprietà, e alla sinergia tra Comune di Arezzo, Camera di Commercio, Fondazione Guido d’Arezzo e Arezzo Fiere e Congressi.

«L’inaugurazione del Museo dell’oro, fortemente voluto dalla Regione Toscana, consentirà a tutti di apprezzare la collezione Oro d’Autore, di proprietà della Regione Toscana dal 2019 – sottolinea il presidente della Regione Toscana,  Eugenio Giani – Questo museo arricchisce l’offerta culturale di Arezzo e dà spazio, valore e rilancio a  una grande tradizione artigiana aretina che ha accompagnato la vita della città nei millenni, fin dalla civiltà etrusca. Di questa lunghissima tradizione è erede e specchio questa collezione. Sarà il nuovo biglietto da visita dell’identità della città, capaci di integrarsi perfettamente con l’offerta espositiva complessiva.»

“Arte, storia, economia, tutto questo rappresenta l’oro per la nostra città – dichiara il sindaco Alessandro Ghinelli.– La tradizione manifatturiera che ci caratterizza ha origini antichissime e preziose, diventate anima di un presente che è eccellenza, qualità, design. In questo percorso millenario si è consolidata la nostra identità in tutte le sue anime, e il Museo dell’oro perfettamente interpreta, racconta e racchiude in sé il nostro cammino fino ad oggi. I gioielli qui esposti, pezzi unici raffinati e straordinari, testimoniano l’abilità e la maestria dei nostri artigiani nella realizzazione di piccole opere d’arte, ispirate dalla creatività di artisti e designer internazionali quali Venturino Venturi, Pietro Cascella, Salvatore Fiume, Bruno Munari, Arnaldo e Giò Pomodoro: un motivo in più, bello e unico nel suo genere, per venire a visitare Arezzo”. 

“Arezzo può essere considerata la capitale italiana dell’oreficeria e della gioielleria – dichiara il Presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Massimo Guasconi – sono infatti oltre 1200 le aziende attive nel territorio provinciale, concentrate soprattutto nel capoluogo, ed oltre 7.600 gli addetti diretti ai quali vanno sommati gli occupati dell’indotto. Per troppi anni questo primato non ha mai trovato visibilità se non in occasione degli eventi fieristici organizzati nel polo espositivo, fino alla creazione del Museo dell’Oro. Museo che raccoglie una collezione di “pezzi unici” realizzati dai più importanti artisti e stilisti contemporanei. Non poteva mancare per la realizzazione di questo progetto il contributo della Camera di Commercio di Arezzo-Siena che, peraltro, ha nel corso degli anni, anche con risorse proprie, collaborato alla creazione della collezione stessa. La riapertura del Museo costituisce un esempio positivo di   di sinergia tra Enti, che permetterà anche la promozione delle produzioni di alta qualità della gioielleria della nostra città e darà sostanza al suo essere “città dell’oro”.

Unire la tradizione orafa aretina all’originalità dell’arte contemporanea, con lo scopo di dare nuova linfa a un settore imprenditoriale icona della città di Arezzo, questo il leit motiv che nel 1988 mosse l’idea di Oro d’Autore: Materiali e progetti per una nuova collezione orafa, ad oggi protagonista assoluto del Museo dell’oro.

Una collezione unica nel suo genere che ha saputo negli anni attrarre l’interesse di tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, e la curiosità artistica di nomi di rilevanza internazionale come Lynda Benglis, Mario Botta, Dan Friedman, Milton Glaser, Michael Graves, Marya  Kazoun, Marta Minujin, Ugo La Pietra,  Alessandro Mendini, Bruno Munari, Ettore Sottsass  jr, Guido Venturini e molti altri arrivando a coinvolgere anche il mondo della moda.

L’apertura del Museo dell’oro è quindi il punto di arrivo di un percorso pluriennale, portato avanti con determinazione dall’amministrazione regionale e dal Comune di Arezzo, nonché dalle altre realtà aretine quali Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Arezzo e Siena;  Arezzo Fiere e Congressi Srl; Fondazione Guido d’Arezzo- con le quali sino dal 2019 era stato siglato un Protocollo di intesa finalizzato al potenziamento e alla valorizzazione del “Percorso conoscitivo dell’Oro ad Arezzo”, nonché alla migliore valorizzazione della collezione “Oro d’Autore”, attraverso l’elaborazione di uno specifico progetto museografico che ne consentisse la fruizione anche turistica. 

Nello stesso anno, la Giunta Regionale aveva acquisito al suo patrimonio la collezione “Oro d’Autore”, nell’ambito del progetto di valorizzazione che già prevedeva per essa la creazione di un moderno ed efficace percorso espositivo con la sua collocazione nel costituendo Museo dell’Oro. 

Questo processo giunge oggi a compimento nella sede del Palazzo di Fraternita, in una sezione dell’edificio concessa dal Comune di Arezzo alla gestione da parte della Fondazione Guido d’Arezzo. 

Il Museo, frutto del lavoro tecnico congiunto di Regione Toscana, Comune di Arezzo e Fondazione Guido d’Arezzo, poggia su un pregevole progetto museografico ideato dall’Architetto Andrea Mariottini, e prende le mosse dagli interventi di restauro architettonico a bonificare gli spazi interni dell’edificio senza alterarne il sistema distributivo esistente, e dai lavori di ristrutturazione con finiture adeguate al nuovo utilizzo di sede espositiva di opere artistiche. 

 INFO

www.fondazioneguidodarezzo.com