Con oltre 3000 ingressi registrati in due mesi, prosegue con grande successo la mostra “Con gli occhi della città”, dedicata a Guido d’Arezzo e al millenario della notazione guidoniana, organizzata da Fondazione Guido d’Arezzo in collaborazione con la Fraternita dei Laici, in corso fino al 28 febbraio 2026.
Arezzo celebra Guido Monaco e la sua rivoluzionaria invenzione della scrittura musicale su rigo, a distanza di mille anni dalla sua notazione messa a punto. In questo contesto si inserisce la conferenza “Guido e Pionta: alle origini della notazione”, in programma sabato 7 febbraio alle 17 nella Sala Pieve del Palazzo della Fraternita dei Laici.L’incontro intende approfondire, con un taglio scientifico ma accessibile, le tematiche centrali legate alla figura di Guido d’Arezzo, al suo metodo pedagogico e al contesto storico-archeologico della cittadella vescovile del Pionta, luogo fondamentale per la nascita della notazione musicale occidentale.
Ad aprire i lavori sarà Pier Luigi Rossi, primo Rettore della Fraternita dei Laici, con un’introduzione dedicata al significato culturale e identitario della figura di Guido per la città di Arezzo. Seguirà l’intervento di Pierluigi Licciardello, che illustrerà lo stato attuale degli studi sul sito archeologico del Pionta e il suo sviluppo storico, con particolare riferimento alla cattedrale di Santa Maria e Santo Stefano, al Santuario di San Donato, alla Canonica e al Palazzo vescovile. In questo contesto Guido operò come maestro dei fanciulli nella schola cantorum di Pionta, elaborando la notazione musicale su rigo e il metodo pedagogico destinati a segnare una svolta epocale nella formazione musicale. Chiuderà l’incontro Cecilia Luzzi, coordinatrice del Centro Studi Guidoniani dellaFondazione Guido d’Arezzo, che affronterà le principali questioni musicologiche relative alla notazione guidoniana e al metodo di insegnamento elaborato da Guido, soffermandosi sulla diffusione e sul ruolo di queste innovazioni nella storia della musica occidentale.
Al termine della conferenza è previsto uno spazio di dialogo con il pubblico, durante il quale sarà possibileporre domande e approfondire curiosità sui temi affrontati. L’incontro si configura così come un’occasione privilegiata per connettere la ricerca accademica con la divulgazione culturale, rafforzando il legame tra la mostra, la città e il suo straordinario patrimonio storico-musicale.
La mostra “Con gli occhi della città” espone circa una ventina tra frammenti e codici medievali, quasi tutti per la prima volta visibili al pubblico, provenienti dall’Archivio diocesano e capitolare di Arezzo, dall’Archivio di Stato di Arezzo e dalla Biblioteca “Città di Arezzo”. Attraverso manoscritti in notazione neumatica, guidoniana e quadrata su tetragramma, pannelli di approfondimento, video e installazioni multimediali, il percorso restituisce con straordinaria chiarezza gli sviluppi della notazione del repertorio liturgico tra IX e XII secolo e il ruolo centrale di Arezzo come laboratorio culturale di primissimo piano nell’XI secolo, facilitando la comprensione dei materiali esposti e avvicinando il pubblico alla figura di Guido e alle fonti della civiltà musicale occidentale.



