Un aspetto distintivo della mostra alla Galleria Comunale è la stretta relazione con l'antico. La Galleria infatti si situa di fianco alla Chiesa di San Francesco, che custodisce il ciclo di affreschi delle Storie della Vera Croce di Piero della Francesca, ed è significativo sottolineare i rapporti tra le figure rappresentate da Marino e quelle del grande artista rinascimentale. In tal senso, va evidenziata la presenza del dipinto Le vergini del 1916 e la Zuffa di Cavalieri del 1927 ca., quest’ultimo messo a disposizione dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, che evocano le celebri composizioni di Piero della Francesca all’interno dell’attigua Cappella Bacci. In mostra, poi, vengono esposte per la prima volta, accanto ad alcune sculture arcaiche di Marino, le sculture ellenistiche in terracotta rinvenute durante gli scavi della Catona ad Arezzo (che l’artista vide pubblicate nel 1920 sulla rivista “Dedalo”, tra le più importanti pubblicazioni di critica d'arte dell'epoca, diretta da Ugo Ojetti) provenienti dal Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate.
Ad Arezzo il linguaggio di Marino Marini viene approfondito nelle sue fasi salienti, dall’elaborazione di forme e figure mitiche e armoniose, al passaggio verso una crescente tensione stilistica e formale. Il progetto alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea prevede un'organizzazione tematica, dove pittura e scultura sviluppano una relazione dialettica.
Come avviene per esempio con l'accostamento tra Studio per Miracolo, un capolavoro plastico del 1953-54 e Orfeo, un dipinto del 1956 che sviluppa una medesima matrice lirica e poetica. Ma la componente bidimensionale e quella tridimensionale trovano una serie di convergenze nella sala dedicata ai Gridi, così come in quella delle Pomone, un soggetto che Marino ha definito come "la prima vera forma mia. Quei nudi rigogliosi sono nati dal confronto tra ciò che portavo dentro come un seme della mia naturale cultura e ciò che ho potuto vedere fuori di casa". Accanto al teatro, dove spicca Il giocoliere, bronzo del 1939, un altro specifico ambito di ricerca è dedicato al ritratto. Marino ne ha realizzati poco meno di 150 e si possono leggere emblematicamente come princìpi intorno ai quali si sviluppa l'indagine sull'uomo. Tra le opere esposte in mostra spiccano gli omaggi agli artisti tra cui Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Massimo Campigli, Germaine Richier, Marc Chagall e Jean Arp, collocati accanto a quello di Igor Stravinskij, del suo mercante Curt Valentin e di Marina, sua musa e compagna di vita.
La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese edito da Magonza con saggi dei curatori Alberto Fiz e Moira Chiavarini e dei testi critici di Luca Pietro Nicoletti e Giovanni Curatola. Le immagini dell'allestimento sono realizzate da Michele Alberto Sereni.
Non manca l’attenzione al pubblico più giovane, con laboratori dedicati durante tutta la durata dell’iniziativa.
Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea
Fortezza Medicea
INTERO 14 EURO
Bambini di età inferiore ai 6 anni, persone con disabilità e accompagnatori, giornalisti con tessera professionale previo accredito, guide turistiche con tesserino
Lunedì – mercoledì – giovedì – venerdì: 11 – 19 (chiusura biglietteria 18.30)
sabato – domenica: 10 – 20 (chiusura 19.30)
martedì chiuso
NB: martedì 5 agosto 2025 la Fortezza Medicea resterà aperta con il consueto orario 11.00 -19.00 (chiusura biglietteria 18.30).
mercoledì 6 agosto 2025 resterà chiusa per consentire lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico, in occasione della Festa Patronale.