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Teatro

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Lo sbernecchio del bubbù

in collaborazione con il Festival Meno Alti dei Pinguini

Pindoc - Lo sbernecchio del bubbù

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Teatro Pietro Aretino

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23 Ott 2021

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19:30

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Lo sbernecchio del bubbù è un racconto sull’empatia che guarda con ironia al destino e all’inganno delle apparenze tra chi ha tanto e chi non ha niente. E’ un inno alla felicità e al saper guardare le piccole meraviglie quotidiane come vera ricchezza ben lontana dall’accumulo di beni.

Regia teatro Giuseppe Muscarello

Con Pino Basile e Giuseppe Muscarello

Musiche teatro Pino Basile

in collaborazione con il Festival Meno Alti dei Pinguini

 

Lo sbernecchio del bubbù è un racconto sull’empatia che guarda con ironia al destino e all’inganno delle apparenze tra chi ha tanto e chi non ha niente. E’ un inno alla felicità e al saper guardare le piccole meraviglie quotidiane come vera ricchezza ben lontana dall’accumulo di beni. Il lavoro è dedicato ai bambini alla grammatica della loro immaginazione libera e coraggiosa. Nello spettacolo un musicista e un danzatore entrano in relazione tra loro, incontrandosi scontrandosi e scambiando le identità, per tornare diversi al proprio essere e capaci di entrare nei panni dell’altro con una sensibilità più acuta. Dai 3 anni in sù lo spettacolo parla a tout public rivolgendosi soprattutto ai bambini veri, quelli presenti in ogni adulto. La ricerca ha messo al centro della composizione coreografica l’ironia che parte dall’osservazione del gesto, dei movimenti e dei suoni nelle loro declinazioni popolari, umane e identitarie. La ricerca coreografica è fortemente ispirata dalla tradizione popolare siciliana, la frammentazione del gesto del pupo, la sua innata capacità evocativa si è mescolata alle sonorità pugliesi e agli strumenti effimeri suonati in scena. Musica e danza hanno generato un segno dove l’apparente nonsense si fa linguaggio. Un gioco di sospensioni e metafore per esprimere attraverso il riso il potenziale trasformativo dell’empatia. Un musicista diventa danzatore e un danzatore diventa musicista, le loro fragilità nell’essere “fuori ruolo” sono l’unica via per scoprire quanto la fiducia verso l’altro possa cambiare la vita di ciascuno.

 

drammaturgia Giuseppe Provinzano

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Teatro Pietro Aretino

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