Arezzo è pronta per il “Guido Day”: l’eccellenza nella musica sarà protagonista tra incontri, concerti e mostre per l’undicesima edizione del Premio Internazionale Guido d’Arezzo, prestigioso riconoscimento conferito a personalità e realtà musicali di rilievo. Domenica 21 giugno in programma una intera giornata di eventi, presso la Sala di Giustizia del Palazzo Vescovile di Arezzo (piazza del Duomo 1), al mattino, dalle ore 10.30 il seminario “La formazione professionale dei musicisti”, ma anche di attori e ballerini con il professore della Scuola di Musica, Teatro e Danza dell’Università del Michigan, Jonathan Kuuskoski, per proseguire nel pomeriggio con i saluti istituzionali (ore 15.30), l’inaugurazione della mostra digitale “La mano guidoniana: il primo software musicale” (ore 16), il conferimento del premio (16.30), la tavola rotonda “La voce, il segno e la memoria” (ore 17), e il concerto di musica medievale dei Murmur Mori (ore 18.30).
Istituito nel 2016 grazie all’impegno di Slavka Taskova-Paoletti, il Premio, promosso dalla Fondazione Guido d’Arezzo e dal Comune di Arezzo, si è affermato negli anni come punto di riferimento nel panorama musicale internazionale. Il riconoscimento, realizzato dallo scultore Alessandro Marrone, raffigura una spirale di DNA che si trasforma in scrittura musicale: un potente simbolo dell’universalità del linguaggio sonoro. Due i premiati del 2026: il Concorso “Gianfranco Barulli” C.A.L.C.I.T. per la promozione da 32 anni della cultura musicale, la valorizzazione dei giovani talenti e per la finalità sociale di raccolta fondi destinati a finanziare servizi socio-sanitari, e Cesarino Ruini, professore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, dove ha tenuto le cattedre di Storia della Musica medievale e rinascimentale e di Paleografia musicale nella Scuola di Lettere e Beni culturali. Il suo prezioso contributo nel campo della ricerca e nella trattatistica musicalemedievale, con particolare riguardo a Guido d’Arezzo e all’eredità del suo pensiero nella teoria musicale medievale, ha fatto avanzare le conoscenze scientifiche e la sua divulgazione ad un pubblico ampio, compresi i lettori più giovani.
Il Guido Day è organizzato da Fondazione Guido d’Arezzo, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Millenario della Notazione Guidoniana e la Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Il progetto è a cura di Cecilia Luzzi, responsabile del Centro Studi Guidoniani della Fondazione Guido d’Arezzo e Cesarino Ruini, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Millenario, in collaborazione con il Comune di Arezzo e la Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del MiC.
Tra le priorità dell’attività di maestro dei fanciulli cantori presso la cittadella vescovile di Pionta che Guido d’Arezzo svolse negli anni in cui risiedette ad Arezzo (1023-1036), vi fu l’attenzione alla formazione musicale dei cantori anche attraverso la creazione della notazione musicale e di un metodo per la lettura delle note. A questo proposito, le attività delle celebrazioni del millenario della notazione musicale prevedono un’attenzione alla formazione dei musicisti nel panorama musicale odierno.
Dicono gli organizzatori: “L’evento è di grande valore simbolico e culturale e si inserisce nel cuore delle celebrazioni cittadine per rafforzare il ruolo di Arezzo come centro vitale della musica e della tradizione”.
Scendendo nel dettaglio, il programma della giornata si aprirà alle ore 10.30 con il seminario “La formazione professionale dei musicisti”, incontro con Jonathan Kuuskoski, direttore del dipartimento della “School of Music, Theatre, and Dance” dell’Università del Michigan – Ann Arbor (USA), che illustrerà alcuni casi specifici sull’inserimento di studenti di musica e arti performative nel mondo del lavoro, per aiutare direttori, docenti di istituzioni formative professionalizzanti, conservatori, scuole di musica a definire il percorso artistico individuale.
Alle ore 15.30, i saluti delle autorità, a cui seguirà alle ore 16 l’inaugurazione della mostra “La mano guidoniana: il primo software musicale”, percorso espositivo di immagini digitalizzate su schermi touch-screen tratte da esemplari dal Medioevo al XVII secolo presso le sale del Palazzo Vescovile adiacenti al Salone di Giustizia. A cura di Stefano Mengozzi (University of Michigan), Susan Forscher Weiss (Johns Hopkins University) e Angelo Rusconi (Scuola Universitaria della Svizzera Italiana), con la collaborazione di Cecilia Luzzi e Cesarino Ruini, la mostra si incentra sulla pratica di insegnamento dei canti liturgici nelle scholae cantorum, comune negli stessi anni di Guido, con cui visualizzare le venti note dello spazio musicale sulle falangi delle dita della mano sinistra, a partire dal pollice per arrivare al medio con una sequenza circolare. A completarla, un video e alcuni pannelli che guidano il visitatore nelle principali tematiche legate all’apprendimento attraverso il supporto della mano dall’XI secolo fino al XVII.
Alle ore 17 la prolusione di Susan Forscher Weiss (Johns Hopkins University) sulla storia della mano guidoniana seguita dalla tavola rotonda “La voce, il segno e la memoria” incentrata sul significato della scrittura musicale e sulla sua relazione con l’oralità nei repertori liturgici cristiani. Interverranno Marco Gozzi (Università di Trento), Stefano Mengozzi (Università del Michigan), Luisa Nardini (Università del Texas), Angelo Rusconi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) affrontando le dinamiche inerenti alla tradizione, all’insegnamento e all’esecuzione del canto gregoriano, con l’obiettivo di collegare le tecniche della scrittura e della mano alle esigenze dei musicisti del Medioevo e Rinascimento, per riagganciarsi a quelle voci e a quei meccanismi di memoria, ormai persi nei secoli.
Alle ore 18.30 chiusura con il concerto dell’ensemble vocale-strumentale “Murmur Mori” su musiche medievali, con l’esecuzione di brani collegati a Guido e all’insegnamento della lettura musicale nel Medioevo, da Ut queant laxis a O Roma nobilis, fino alle cantilene per imparare gli intervalli, includendo alcuni tropi e sequenze a tema teorico-musicale, con l’impiego dell’organetto e delle campane per la connessione di questi strumenti con l’aspetto teorico e didattico, esemplificando anche sul monocordo.
Guido day: l’evento sarà trasmesso in streaming sul canale youtube della Fondazione Guido d’Arezzo. La mostra è gratuita per i residenti del Comune di Arezzo.



