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SUMMARY:Il Colore del Caso
DESCRIPTION:Si intitola ‘Il Colore del Caso’\, la mostra dedicata alle opere del fotografo George Tatge in programma dal 23 dicembre al 27 marzo ad Arezzo presso la Galleria comunale d’arte contemporanea\, in piazza San Francesco.\nLa mostra segna il passaggio alla fotografia a colori di Tatge. \n  \nLa nuova mostra di George Tatge nasce da una svolta nel suo modus operandi. Noto da sempre per il suo lavoro in bianco e nero\, da circa dieci anni si dedica esclusivamente alle riprese a colori.  Sebbene non abbia mai abbandonato la sua leggendaria Deardorff 13 x18\, un banco ottico che lo accompagna fin dal suo arrivo in Italia quasi 50 anni fa\, la scelta del colore ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno. Ciò che invece non è cambiato è la sua visione.   La mostra ci presenta luoghi di misteriosa metafisicità\, città sovraffollate ma prive di persone\, sospese nel tempo\, quasi a sottolineare la solitudine esistenziale. Strade e angoli dove traspare quel conflitto continuo tra il man-made e la natura\, una convivenza difficile e spesso comica. Oggetti ricorrenti nel lavoro di Tatge sono i muri\, le barriere\, i recinti\, le staccionate; elementi che ci toccano oggi con significati ancora più profondi ed attuali. Eppure la fotografia di Tatge rimane lontanissima dall’essere documento. Si tratta di pura metafora\, di espressione poetica che va oltre il visibile. Immagini ricche di simboli e rimandi al passato\, lontano e recente. \nIn questa raccolta\, inoltre\, vediamo introdotta una componente sinora sottovalutata nella poetica di Tatge. Protagonista è questa volta il Caso\, un’elemento che Tatge definisce tra i più affascinanti e peculiari della fotografia. Quel Caso che determina l’associazione di elementi eterogenei—luoghi\, edifici\, oggetti\, alberi\, arredi urbani\, la luce del sole—da cui scaturisce un catalogo di impreviste realtà\, o meglio di eccentriche composizioni non comprese in un progetto ma aggregate dal disordinato avvicendarsi della quotidianità. \nTatge ama molto la pittura moderna\, e lo si intuisce dalla presenza di molti soggetti bidimensionali quali finestre\, porte\, facciate\, segni astratti che affiorano dai muri.  Spesso si confonde il reale con l’irreale\, il vero con l’artificio; come in dei veri e propri trompe l’oeils\, parte dell’esperienza della pittura surrealista che ha influenzato i suoi lavori anche in passato. Stranezze\, combinazioni e giustapposizioni ironiche che producono quella “bellezza convulsiva”\, quella “magique circonstancielle” di bretoniana memoria. \nLa totale adesione al colore conferisce all’inquadratura una valenza formale autonoma\, ben definita entro il suo perimetro compositivo\, non correlata a necessità narrative\, ma essenzialmente impegnata ad esprimere l’evidenza della materia\, le possibili metamorfosi del più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano\, i segni quotidiani lasciati dal passaggio dell’uomo\, l’inattesa maestà di un frammento architettonico. La ricerca di un’autonomia dall’immagine\, vale a dire la preferenza accordata ai valori della forma rispetto al dispiegarsi della narrazione\, sta infatti all’origine degli scatti che ritagliano brani di superfici ove materia\, gamme cromatiche\, incidenze di luce circoscrivono una realtà palpitante e misteriosa\, un universo di dettagli marginali ma di preziosa consistenza\, idoli domestici offerti all’avventura dello sguardo. \nCarlo Sisi\, curatore \n  \nORARI DI APERTURA: \nLunedì – Mercoledì – Giovedì e Venerdì: 11.00 – 18.00 \nSabato e Domenica: 11.00 – 19.00 \n25 Dicembre e 01 Gennaio: 15.00 – 19.00 \n31 Dicembre: 11.00 – 15.00
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