Galleria Comunale d’Arte Contemporanea

La Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea è stata costituita dal Comune di Arezzo nel 1962, concretizzando il successo ottenuto per vari anni dal “Premio Arezzo” dedicato alla pittura. La Galleria iniziò la sua attività, organizzando una serie di mostre di grande interesse. Contemporaneamente fu avviata la raccolta di un’originale collezione permanente di opere di autori italiani – soprattutto toscani – già affermati o emergenti. Le opere raccolte furono esposte fino a metà degli anni ’80 in Palazzo Guillichini, prima sede della Galleria, e raccolte in un catalogo dal titolo “La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo”, curato da Enrico Crispolti.

Nel 1994 fu approvato il progetto di ristrutturazione dell’ex Albergo Chiavi D’Oro contiguo alla Chiesa di San Francesco che portò, alla fine del 2003, all’inaugurazione della nuova sede.

Attualmente la Galleria ospita grandi mostre d’arte contemporanea a carattere temporaneo. La collezione permanente è costituita da opere di notevole valore realizzate nella seconda metà del Novecento in Italia.

Sala Sant’Ignazio

Sita in Via Carducci, perfettamente incastonata tra gli scorci medioevali del centro storico di Arezzo, la Sala Sant’Ignazio si trova all’interno di un singolare edificio seicentesco. Luogo di culto, fu costruita tra il 1167 e il 1686 dai padri gesuiti su disegno di padre Ciriaco Pichi. La costruzione, annessa al palazzo eretto dai gesuiti e adibito a collegio, presenta una spoglia e squadrata facciata in mattoni, movimentata dalle geometrie delle cornici in rilievo. Il semplice prospetto esterno contrasta di netto con la sistemazione barocca dell’interno, ad unica navata, coperto a volta. Da tempo, l’edificio non è più destinato al culto.

All’interno una tela del pittore barocco Andrea Pozzo.

Teatro Mecenate

Il Teatro Mecenate nasce nel 2011 dalla ristrutturazione dell’auditorium dell’Istituto Comprensivo Francesco Severi di Arezzo. I lavori lo hanno trasformato in un interessante spazio teatrale, con la sistemazione dei camerini, del palcoscenico (ingrandito fino alle attuali misure di 10 metri di apertura per 6,50 metri di profondità), degli impianti elettrici, la messa in opera delle americane e della graticcia, il quintaggio e l’adeguamento della sicurezza. Il teatro accoglie stagioni teatrali, musicali e di danza. Prezioso e particolare è il riquadramento del boccascena ad opera dell’artista siciliano di Emilio Isgrò.

Teatro Tenda

Il Teatro Tenda, inaugurato nel 2011, è situato in una grande aiuola adiacente al parcheggio del centro commerciale Setteponti sul lato del torrente Castro.

Si compone di un tendone principale dotato di gradinate, palcoscenico e monoblocchi per i camerini e di un padiglione più piccolo con funzioni di foyer-biglietteria-servizi igienici.

L’area spettacoli è costituita da una tensostruttura del diametro di 36 metri coperta da un telo di forte spessore. Al suo interno sono collocati il palco, una gradinata a corona semicircolare in grado di accogliere 660 spettatori e una platea con 160 sedie in plastica ignifuga per un totale di circa 800 posti.

L’area ingresso e biglietteria è un ambiente costituito da un tendone di 10 per 20 metri. Completano l’impianto 6 monoblocchi con servizi igienici e camerini.

I vari ambienti sono collegati tramite un tunnel. Nel progetto definitivo è inclusa la pavimentazione degli spazi interni e una serie di percorsi di accesso al teatro.

Teatro Pietro Aretino

Ubicato nel centro storico di Arezzo, in prossimità del Duomo e del Palazzo comunale, il teatro sorge all’interno dell’ex convento dei Servi di Maria annesso alla chiesa di San Pier Piccolo. L’antico convento, per molti secoli centro attivo della vita religiosa e culturale aretina, dopo l’Unità d’Italia venne incamerato nel Demanio dello Stato e assunse nuove destinazioni: edificio scolastico (secondo piano) e teatro (nell’ex refettorio dei frati posto al primo piano vennero ricavati la sala e il palcoscenico).

Il teatro fu utilizzato per spettacoli e concerti promossi dalla Società Filarmonica Drammatica di Arezzo e per le assemblee del Comizio Agrario Provinciale.

Passato di proprietà al Comune, è stato utilizzato dall’Associazione Amici della Musica per manifestazioni nazionali di poesia e per ospitare compagnie vernacolari e sperimentali operanti nell’ambito delle attività filodrammatiche delle scuole. Dal 1999 la sua immagine interna è caratterizzata da Eaooue, la grande pittura di Roberto Remi (1360 x 730 cm.) che ricopre il soffitto.

Il Teatro comunale Pietro Aretino, ristrutturato su progetto dell’architetto Alessandro Mendini, grazie al recupero degli ambienti dell’ex convento, quali il chiostro ed il giardino, è oggi un centro attrezzato e polivalente per la formazione, produzione, documentazione e realizzazione di spettacoli teatrali.

Teatro Petrarca

L’idea di costruire ad Arezzo un nuovo teatro, in sostituzione dell’ormai inadeguato teatro della Fenice posto in uno stanzone all’interno delle Logge vasariane, è da ricondursi al 1828, quando un gruppo di notabili aretini, costituitisi in Accademia, si fece promotore di un’iniziativa che consentisse di portare anche nella loro città lo spettacolo più in voga al momento: l’opera lirica.

I costruttori interpellarono vari ingegneri ed architetti (tra cui il giovane Matas), richiedendo proposte e preventivi. Dopo un’attenta valutazione venne prescelto l’ingegnere architetto fiorentino Vittorio Bellini. Particolarmente complessa fu la vicenda dell’acquisizione di un’area urbana idonea all’impianto del nuovo teatro, che venne individuata in alcuni terreni demaniali, già appartenenti al complesso monastico della Badia. Il 5 febbraio 1830 iniziano i lavori e dopo solo 235 giorni viene completata la copertura. Il 21 aprile del 1833 si tenne lo spettacolo di apertura della prima stagione teatrale con la rappresentazione dell’opera Anna Bolena di Gaetano Donizetti. Negli anni successivi si completano le strutture accessorie del teatro con la realizzazione della sala da ballo su progetto dell’ingegnere Lorenzo Materassi (1835). Nel 1892 sotto la direzione dell’ingegnere Alessandro Marraghini si costruisce una nuova palazzina di ingresso e viene riorganizzato completamente il sistema dei percorsi interno; si realizzano infine nuovi camerini per gli attori. L’ultimo restauro si è concluso nel 2015.

Il teatro, il cui impianto è a ferro di cavallo, è dotato di 4 ordini di palchi (per un totale di 85 compreso il palco reale), e assicura con la platea disponibilità ad accogliere circa 600 spettatori